ANIDAN

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Ad oggi sono più di 10.000 i casi di Covid-19 confermati nel Continente africano. OMS: “Aiutare Africa, nessuno è salvo se non lo sono tutti”

07 aprile 2020

Il miglior consiglio da dare all’Africa è quello di prepararsi al peggio e prepararsi sin da oggi“, ha dichiarato qualche giorno fa il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, esortando la sospensione dei raduni pubblici nei Paesi del Continente.

Il Kenya è stato indicato dall’ OMS come uno dei 13 paesi più a rischio. Data la velocità di contagio della malattia si ritiene che sia solo questione di tempo prima che il virus si diffonda a macchia d’olio in tutto il paese e in altri paesi dell’Africa sub-sahariana.

Sistema sanitario fragile e strutture inadeguate

In Kenya per ora ci sono 172 casi confermati, ma sappiamo che è solo la punta dell’iceberg di una situazione ben più seria rappresentata da un sistema sanitario fragile, lontano dai parametri del diritto alla salute per tutti definiti dall’“Universal Health Coverage”. Nel paese per ora ci sono solo due laboratori di ricerca che effettuano i test, uno a Nairobi ed uno a Kilifi sulla costa. Ma il dramma vero è che in tutto il Kenya ci sono circa 150 posti di terapia intensiva per 45 milioni di abitanti. In più, non è pensabile un incremento di posti letto per i malati gravi perché comunque non ci sarebbero medici (0,2 medici ogni mille abitanti) ed infermieri capaci di assisterli. Il sistema, soprattutto nelle aree più disagiate come Lamu, è caratterizzato dalla totale mancanza di servizi sanitari con pochissime strutture, inadeguate e non attrezzate per far fronte a una pandemia di questa portata.

Misure di contenimento

Il governo keniota ha reagito rapidamente ai primi casi chiudendo scuole e università e decretando il coprifuoco dalle ore 19.00 alle 5.00. Chiuso anche l’aeroporto per voli passeggeri. Gli esperti sanitari raccomandano il lavaggio frequente e accurato delle mani con acqua corrente e sapone come importante misura di controllo per rallentare la diffusione della malattia, ma quasi l’80% delle famiglie nel paese non ha spazio per lavarsi le mani dentro o vicino al bagno, secondo il 2018 Kenya Integrated Household Budget Survey.

Difficile anche adottare misure di contenimento e distanziamento sociale nelle baracche sovraffollate e prive di servizi dove spesso convivono in condizioni estreme famiglie numerosissime.

Inoltre, le misure di contenimento del coronavirus dovrebbero causare enormi difficoltà economiche in un paese in cui solo il 17,9% delle famiglie ha una connessione Internet e i lavoratori “informali” rappresentano l’83,6% della forza lavoro totale.

Piano emergenza Covid-19 Anidan

Anche in Anidan ci stiamo preparando a quel “peggio” cui fa riferimento l’OMS. Sappiamo che il virus non conosce confini e stiamo lavorando alla preparazione di protocolli da adottare nella nostra struttura a Lamu per arginare la sua diffusione. Stiamo sensibilizzando la comunità locale sulle specificità del Covid -19 e sulle misure da prendere puntando sul distanziamento e sull’igiene personale. Gli operatori sanitari del nostro Ospedale Pablo Horstman in Anidan stanno adottando tutte le misure di protezione raccomandate dal’ OMS e stiamo procedendo alla sanificazione degli ambienti della Casa di Accoglienza Anidan. Ci stiamo organizzando per acquistare e distribuire dispositivi di protezione personale per il personale, per i dipendenti della Casa di Accoglienza e per tutti i nostri bambini più fragili – sieropositivi, malnutriti e con malattie croniche.

Il problema principale ora è che il nostro Ospedale pediatrico, struttura sanitaria di riferimento per tutta la contea di Lamu, dispone di scarse risorse per gestire un’emergenza che potrebbe coinvolgere gran parte del nostro bacino d’utenza che spesso soffre di malnutrizione e immunodeficienza. Stiamo chiedendo aiuto a organismi come la Croce Rossa, l’ UNICEF o Muslims for Human Rights per affrontare una sfida di enorme responsabilità la cui dimensione ed espansione nella regione sarà difficile da monitorare per la carenza di infrastrutture sanitarie, test ecc.

Nella Casa di Accoglienza siamo già entrati in quarantena preventiva come indicato dalle Autorità. All’interno abbiamo dovuto isolare 79 bambini (che non hanno parenti) e un gruppo di volontari che si prendono cura di loro assicurando cibo, istruzione e sicurezza.

Altri 124 bambini che frequentavano il centro Anidan tutti i giorni ma hanno qualche parente fuori dalla struttura, sono a casa ma ci stiamo occupando anche di loro fornendo cibo anche alle famiglie che li ospitano.

I ragazzi più grandi che studiavano fuori Lamu sono tornati a causa della chiusura delle scuole, ma non sono autorizzati a entrare nell’orfanotrofio dalle autorità e devono rimanere isolati. Per loro abbiamo dovuto affittare alcune stanze a Wiyoni. Distribuiremo loro cibo e generi di prima necessità per tutta la durata della quarantena.

Tra gli impegni più importanti di questo momento quello di riuscire a garantire il cibo per tutti i bambini di Anidan e per le famiglie più fragili di Lamu, potenziare l’operato e le risorse dell’Ospedale pediatrico, istruire tutti i bambini sulle principali norme igieniche e misure di contenimento del contagio per evitare la diffusione del virus. Altra priorità è quella di garantire la continuità del processo educativo preparando lezioni e compiti da svolgere ai bambini che vivono nella Casa di Accoglienza e a tutti quelli sostenuti da Anidan negli studi per tenerli impegnati e prevenire l’abbandono scolastico.

In questo momento è importante attuare tutte le misure fondamentali per minimizzare ogni rischio di diffusione dell’infezione e far fronte nel miglior modo possibile all’enorme crisi sociale ed economica che inevitabilmente l’emergenza comporterà in una comunità fragile e priva di risorse. L’impegno, che Anidan sta già sostenendo e dovrà sostenere in questi mesi durissimi, è molto alto e ovviamente inaspettato. Ma non smetteremo di lavorare per supportare i bambini e le famiglie più povere di Lamu, soprattutto in questo momento così difficile in cui TUTTI facciamo parte della stessa umanità!